Madrid

La prima volta che andai in Spagna lo feci con dei miei amici a Barcellona. La seconda volta in Spagna…pure! Credo che se cerchi divertimento, mare, movida, non ci pensi due volte a scegliere Barcellona e non si sbaglia, è una città stupenda. Poi, durante un corso di storia all’università, conobbi delle ragazze madrilene, che mi dissero:” Sì, Barcellona è bella, ma Madrid…molto più bella.” Poi ci fu Almodovar, la colonna sonora dei suoi film, sentivo di non aver visto ancora la vera Spagna e fu la volta di Madrid. Prenotazione su Raynair, dal 20 al 24 maggio. Pochi giorni. Era necessario organizzarsi, Madrid è molto grande. Arrivo alle 19:30. L’areoporto era grandissimo e ci si impiega molto per uscirne. Una volta presa la metro però è stato comodo arrivare in città. Fermata Puerta del Sol, in una ventina di minuti. Il sole era ancora alto e faceva caldo, ancora con le valigie in mano, eccitata per l’arrivo alzo lo sguardo sull’insegna pubblicitaria di Tio Pepe che sovrastava la piazza, si respirava davvero tutta un’altra aria, tipicamente spagnola. Madrid era bella, imponente, maestosa e non vedevo l’ora di esplorarla.

Prima sera:

L’albergo in calle de la Cruz era a due passi da Puerta del Sol, il punto mediano della città e di tutta la Spagna, la stanza molto piccola, ma  punto strategico per girare in centro la sera e con una bella vista sulla città. Dopo essermi rifocillata un po’ si prenota lo spettacolo di flamenco a Villa Rosa, in Plaça Sant Ana, per la sera successiva. La serata prosegue in un altro bar molto conosciuto: Casa Alberto. La folla di persone dentro sembra presa da un’allegria altamente contagiosa, l’atmosfera mi rilassa e mi mette di buon umore subito. Cena a base di: patatas bravas, bocadillos de calamares in una tapas e un pimiento condito. Tutto buonissimo. E vino, ovviamente! La stanchezza del viaggio non vince sul piacere estetico della città che di notte appare bellissima. Lungo la Gran Via che comincia da Calle de Alcalá e termina nella Plaza de España scorrono uno dopo l’altro gli imponenti palazzi novecenteschi, il Metropolis, il cinema Capitol, l’Edificio telefonica, l’hotel Cibeles, mi sembra di essere a Broadway.

Primo giorno:

 Mi sveglio con gli occhi pieni di cose bellissime. Nonostante l’arrivo serale, in poche ore Madrid mi ha già conquistata. Non vedo l’ora di ripartire. Per farlo alla grande, faccio una colazione da reali di Spagna. La Mallorchina in Plaza Puerta del Sol, offre un servizio velocissimo e ogni tipo di dolciumi da accompagnare al caffè con il latte che è il corrispettivo del nostro cappuccino. Per riempire i buchi durante le infinite passeggiate prendo anche due panini al latte farciti prima di andarmene. Messi dentro una scatoletta di carta hanno davvero un buon aspetto. Ho preso poche volte la metro, perchè ogni strada di Madrid vale la pena essere percorsa e gustata con gli occhi. Dopo due giorni ho comprato due scarpe nuove perché avevo distrutto le precenti, tanto per capirci. In plaza Isabella mi fermo in una libreria all’aperto che vendeva delle stampe antiche, ne compro due. Proseguo per Plaza Maior, una piazza grandissima scenario della dominazione asburgica. A sud, si prosegue per vicoli e piazzette, mi ritrovo a Plaza de la Paja, una piazza molto bella dove fare aperitivo e rilassarsi all’ombra degli alberi. Da calle Toledo proseguo verso la Latina, un quartiere fantastico da girare a piedi. Al mercado Cebada ho comprato un po’ frutta fresca. Voglio farmi una foto in una location famosa di un film di Almodovar, il viadotto di Segovia. Il viadotto unisce in altezza il Palazzo Reale e la zona delle Vistillas. Nell’immaginario popolare dei madrileni ha rappresentato il luogo tradizionale dei suicidi. Nel suo ultimo film, Gli amanti passeggeri, il personaggio di Paz Vega compie un tentativo di suicidio esattamente in questo posto. Proseguo per calle de Toros, vado a visitare la cattedrale e il palazzo Reale, immenso. Lo ammiro senza entrarci, mi porterebbe via troppo tempo e faccio la scelta di proseguire la mia ‘passeggiata’. Mi fermo nei giardini di fronte il palazzo per mangiare i panini. Visito così la plaza de Oriente, a sud est del Palazzo Reale. Alle ore 10:30 c’è lo spettacolo di flamenco prenotato la sera prima. Il ristorante dagli interni tradizionali, offre la cena e uno spettacolo strepitoso, a dir poco emozionante. Il flamenco dal vivo rimarrà per me un’esperienza a dir poco indimenticabile. A questo punto essendo sera inoltrata voglio assaggiare questa movida madrilena. Vado in direzione Chueca. Le vie sono piene di locali, bar, discoteche, ne visito un po’. Dopo due birre più il vino di Villa Rosa direi che sono abbastanza carica, ordino la terza birra…il locale è piccolissimo e c’è un clima festosissimo. All’uscita dal locale è ormai notte fonda, la gente balla e canta per strada, dei ragazzi mi consigliano un posto che fa panini caldi con il pollo. Devo dire che non ricordo come di chiama, pardon. Continuo il mio giro e dei ragazzi mi chiedono informazioni stradali, dico che sono italiana e appena arrivata. Dopo due minuti sono catapultata in una discoteca gay: disco Polana. Il sito di questo locale raccomanda di non farsi intimidire dai buttafuori all’entrata perchè sono dei fan di Raffaella Carrà. Objetivo: fiesta! Naturalmente. Come primo non giorno e mezzo a Madrid non c’è male.

 

Secondo giorno:

Ore 10:00. Ovviamente Mallorchina. Le torte sui piattini mi passano davanti al naso una dopo l’altra. Dio benedica la velocità del servizio, vedo i camerieri che comunicano a gesti, dei razzi umani, efficienza spagnola. La luce abbagliante illumina una città sempre in movimento, ma non isterica, con dei ritmi scanditi. I temperamenti sono vivaci, allegri, meno delicati degli italiani, più risoluti e sicuramente tanto energici. Gli spagnoli chiacchierano e chiacchierano almeno quanto dei siciliani e tra i fiumi di parole non perdono nemmeno un minuto. Sono al Rastro, lo scorgo già da lontano per la fiumana di gente. Nonostante il continuo traffico le persone sono gentili, ben disposte agli altri. Non ci sono più abituata ai sorrisi e all’allegria. Sarà merito del sole, penso. Il mercato è grandissimo, i prezzi contenuti, ci sono magliette a tre euro. Ne compro una con una bici stampata. Ci sono gli zaini in pelle andalusi. Vado a visitare la sezione dedicata all’antiquariato. Continuo il giro nel quartiere di Lavapiés, chiamato anche barrios bajos. È il quartiere caldo di Madrid, multietnico per eccellenza. Molti scrittori e artisti ne trassero beneficio in creatività: Cervantes, Tirso de Molina, Ramòn de la Cruz, Goya. Mi ritrovo in mezzo a dei tamburi africani che attraversano le strade. Mi sembra tutto meraviglioso. Proseguo il giro al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofìa, (Calle de Santa Isabel, 52 ). Dedicato a tutta la produzione artistica dagli inizi del Novecento ad oggi. Ci sono artisti come Dalì, Mirò, Jorge de Oteiza, Antoni Tapiès, ma il vero punto di attrazione è la Guernica di Picasso. Dopo esser passata dalla stazione di Atocha, nel bel mezzo della città, voglio assolutamente vedere dove si svolge la Corrida. Almeno da fuori, perché una volta arrivata sento il trambusto provenire dall’interno e voglio tornare indietro. Spettacoli a tutte le ore. (Plaza de toros de la Ventas). Ritorno indietro verso Malasaña, un bellissimo quartiere pieno di caffè e piazzette. Mi fermo a guardare un gruppo di ballerini di swing, scorgo una coppia settantenne di viaggiatori che posano lo zaino e si aggiungono al gruppo per ballare. La folla applaude. Fanno venire voglia di vivere. Spesso, quando viaggio incontro anziani che incoraggiano i giovani dicendo che si può viaggiare tutta una vita, è davvero molto incoraggiante! Dopo questa sferzata di positività ed energia vado a visitare plaza Dos de Mayo. Torno verso il mio albergo per cenare, i bar affollati di giovani non mi attirano molto per il cibo, noto allora una specie taverna tradizionale, il profumo è buono. Chiedo a degli italiani appena usciti come si  mangia. Ho deciso. Il menù è fantastico, quasi tutto a base di pesce. È tutto buonissimo. Ve lo assicuro perchè sono abbastanza schizzinosa col cibo. Ho preso vari piatti per assaggiare un po’ di tutto. Cucinano davanti ai tuoi occhi il pesce fresco, alla fine della cena mi offrono un bicchiere di Moscatel, un vino dal sapore dolce, la fine del mondo. Ho speso in tutto credo 15 euro. Se siete affamati: Casa Toni, calle de la Cruz, 14. Passeggio tutta la sera in centro, mi fermo prima di andare a dormire al Cafè Central, un vecchio jazz bar, mi gusto una pastel alla carota.

 

Terzo giorno

Al terzo giorno per le cose ch ho visto mi sembra di esserci già da una settimana. Essendo l’ultimo mi devo muovere. Inizio dalla Gran Via, ci passo a piedi. Continuo per Plaza de España col monumento dedicato a Cervantes e le sculure di don Chisciotte e Sancho Panza. Tappa successiva: il bellissimo Parco del Retiro con il suo Palacio de Cristal. Il parco è grandissimo e ci vuole molto tempo per visitarlo tutto. Madrid è l’unica città del mondo ad avere la statua del diavolo proprio in questo parco, si chiama Monumento el Angel Caìdo. A me personalmente è piaciuta di più la fontana dedicata al carciofo! Fuente de la Alacachofa. Il posto è bellissimo e ci si starebbe un’intera giornata. Successivo al Parco decido, aspettando le 18:00, (l’orario in cui si entra gratis al Prado), di visitare il Giardino Botanico. Mi sono divertita tantissimo, piante di tutti i tipi, una visita stupenda. Mi dirigo verso il famoso Museo Nacional del Prado, uno dei musei più grandi al mondo, (provare per credere, non riuscirete in un solo giorno a visitarlo tutto!). Conosciuto in tutto il mondo per le opere di Velàsquez, Goya, dipinti italiani e fiamminghi. Emozione pura per chi ama l’arte. Ci si sente ubriachi passando da una sala all’altra. Non dimenticate di visitare l’opera famosa di Velàsquez: Las Meninas. Torno verso l’albergo ignara di avere due piedi, non so quanti chilometri ho divorato, a proposito di divorare…torno a Casa Toni e lo ringrazio di esistere! Calamari sulla piastra, pimientos de padron, e tanto altro. Continuo la serata tra pub e locali. Ma chi mi ferma! Tre giorni sono troppo pochi a Madrid. Questa città mi ha letteralmente stregata. Cultura, divertimento, bellezza, calorosa accoglienza, cibo buono e prezzi contenuti. La mattina dopo faccio una bella colazione e mi prendo un largo anticipo per andare in areoporto visto quant’è grande, (non sottovalutate questo particolare!). Mi porto in valigia a casa delle giornate bellissime e il fiorire di alcune amicizie che mi hanno scaldato l’anima.

A presto Madrid!

Emanuela de Siati  x  Unviveur

Potete trovare Emanuela anche sugli altri social

https://emanueladesiati.wordpress.com/

http://emanueladesiatidisegni.blogspot.it/?m=1

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...