Streetz Stylez for dummies

“È terribile dirlo, ma molto spesso i vestiti più eccitanti vengono dalla gente più povera”
(Christian Lacroix)

Una volta mi sono innamorata di un barbone giovanissimo mentre aspettavo di attraversare a un incrocio di Chinatown. Tremava di freddo o per qualcosa di peggio, ma era bellissimo e giuro, lo avrebbe pensato anche Steven Meisel. Quando ripenso a San Francisco, oltre al Golden Gate, ai docks alle sei del mattino e alla nebbia gelata, mi tornano sempre in mente il parka e i capelli di quel ragazzo.

Lo street style è difficile da definire, perché lo street style non è una moda. È una cosa che capita. Lo street style è come mi vesto io e come ti vesti tu. La moda è un processo creativo ragionato, lo street style è un mashup di quello che facciamo tutti i giorni, dei rapper che ascoltiamo in metropolitana e delle serie TV di cui guardiamo una puntata dopo l’altra invece di andare a letto presto.

Nato negli anni ’60 nell’Inghilterra dei Beatles, delle minigonne e di Carnaby, e riconfermatosi negli anni ’80 nelle comunità skater in California, lo street style continua a sfuggire ai designer che cercano di addomesticarlo nelle loro collezioni, realizzando capi che si ispirano alla strada ma costano una fucilata. Bello, ma non ci vivrei. Perché poi devo comunque arrivare a fine mese. Ed è qui che il vero streetz styler deve far veder le proprio potenzialità e la propria bravura cercando delle alternative “lowcost” alla bellissima hoodie Vetements da 989 euro o al bellissimo bomber ricamato gucci da 4500 euro. Un’impresa che pare facile ma facile in realtà non è. Ringraziamo quindi calorosamente le grandi case come h&m, Zara, Bershka, che non si fanno certo scappar i trend del momento proponendo i modelli più gettonati alla portata di tutti.Si lo so, è fast fashion, poi ce l’avrann tutti. Ma sta a voi riuscir a carpire il meglio, uno o due capi, da mixare e matchare a vostro piacimento. Un altro grande ringraziamento va a quei brand emergenti che propongono capi alla portata di tutti ed al passo con gli ultimi trend (Giusto per citarvene alcuni TooFast4you, Misbhv, Gosha Rubchinskiy). Poi sta a voi riuscir a mixare il tutto perchè tanto l’era della moda ufficiale, bella e terribilmente non democratica, è finita. Le tendenze e i comportamenti di consumo ormai li fa la massa elitaria, convalidandoli nel tempo. Liberté, égalité, fraternité.

Nerorimmel x Unviveur

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